17 Marzo 2021

Nel corso della giornata odierna è statapronunciata la sentenza sul caso n. 12499/2020, con la quale il tribunalepenale del Cairo, presieduto dal consigliere Madbouly Kassab, ha condannatol'attivista e studentessa 27enne Sana Saif Al-Islam Ahmed Abdel-Fattah a unanno e 6 mesi di prigione.

Dopo 9 mesi dal suo arresto nel giugno 2020davanti all'ufficio del procuratore generale, Seif è stata giudicata colpevoledi diversi capi di imputazione, tra cui figurano le accuse di trasmissione ediffusione di notizie false sui social media e insulti a un dipendentepubblico.

Nello specifico, il tribunale penale delCairo l'ha condannata a un anno di reclusione, per:

- averdeliberatamente diffuso notizie false e voci che avrebbero causato panico trale persone e danneggiato l'interesse pubblico, pubblicando notizie sulla suapagina Facebook in cui ha affermato falsamente la diffusione del covid-19all'interno delle carceri egiziane, affermando che nessuna misura precauzionaleè stata intrapresa per scongiurare la diffusione del contagio fra i detenuti,con il conseguente deterioramento delle loro condizioni di salute;

- aver utilizzato un account specialesull'International Information Network con l'obiettivo di commettere i reati diingiuria e diffusione di notizie false per mezzo dell'account "SanaaSeif" sul social network Facebook;

e a sei ulteriori mesi di reclusione, per:

- averinsultato un dipendente pubblico che stava eseguendo ordini impartitigli daltenente colonnello della polizia Mohamed Ahmed Al-Nashar, capo delle indaginidell'area delle prigioni di Tora, offendendo il suddetto sulla di lei paginaFacebook con parole oscene che avrebbero minato l'onore dell'uomo in questione;

- aver insultato un agente in servizio ed iltenente colonnello della polizia Muhammad al-Nashar, capo delle indaginidell'area delle prigioni di Tora, aggredendolo verbalmente e minacciandolomentre egli stava lavorando alla messa in sicurezza della struttura carcerariadi Tora e all'organizzazione delle visite ai detenuti.

 

Seif era stata sequestrata da uomini inborghese il 23 giugno 2020 davanti all'ufficio del procuratore generale, dovesi era recata insieme alla madre Leila Soueif per denunciare l'aggressionefisica che avevano subito pochi giorni prima davanti alla prigione di Tora,dove insieme ad altre donne stavano tenendo un sit-in per chiedere notizie, attraverso una lettera, del fratello di Sanaa, il blogger Alaa Abdel Fattah, dopo che era stata negata loro qualsiasi possibilità di mettersi in contatto con lui. Esistono validi motivi per ritenere che tale aggressione sia statacompiuta da soggetti terzi su ordine delle autorità carcerarie, allo scopo diintimidire le dimostranti.

 

Dopo essere stata sequestrata, Seif è statatrasportata al quartier generale della Procura per la sicurezza suprema diStato, dove è stata aperta su di lei un'indagine relativa a più accuse, secondooun memorandum investigativo preparato dall'Apparato di sicurezza nazionale.

Il 26 agosto 2020, a tre giorni dalsequestro di Seif, la Procura suprema per la sicurezza dello Stato ha deferitoil caso al Circuito 10 della Corte penale del New Cairo.
Seifè stata trattenuta in custodia cautelare per due mesi, prima che il casovenisse trasferito al tribunale penale. Il procedimento giudiziario in cui èstata imputata ha avuto inizio il 12 settembre 2020.

Secondo le più autorevoli organizzazioniper i diritti umani, tale procedimento è stato fortemente viziato da abusi procedurali e d'ufficio, fra i quali ricordiamo la falsificazione del rapportosull'arresto, secondo le dichiarazioni di Seif; il fatto che le indagini sianostate estese a questioni relative alla vita personale dell'imputata; e ildiniego di adottare qualsiasi provvedimento a seguito della denuncia di Seifcirca l'aggressione da lei subita mentre manifestava all'esterno del carcere diTora. In sede processuale, l'accusa ha tenuto conto dell'aggressione ad altrequattro donne non identificate davanti ai cancelli delle carceri di Tora, senzatuttavia menzionare il nome di Seif o quello di Leila Soueif.

Ricordiamo inoltre che nel corso delprocedimento giudiziario sia a lei che al suo avvocato è stato impedito diaccedere al rapporto delle indagini, ai mandati di arresto e alle indaginistesse, e che la sua detenzione è stata rinnovata sulla carta senza esserediscussa, rispettivamente il 5, 19 e 28 luglio e 17 agosto 2020, senza che l'imputata fosse presente in aula.

Tutte queste violazioni compongono un quadrato preoccupante, anche e soprattutto perché è possibile rintracciarvi loschema tipico dell'uso strumentale dell'apparato giudiziario egizianofinalizzato all'eliminazione delle voci critiche dallo spazio pubblico (permezzo della detenzione prolungata, e di altre forme di ritorsione,intimidazione e isolamento).

Esprimiamo preoccupazione per le condizioni di Sanaa Seif e delle altre persone detenute nelle carceri egiziane in attesadi giudizio o a seguito di procedimenti irregolari o viziati da gravi abusi d'ufficio.

Condanniamo la decisione odierna dellaCorte penale del Cairo e ci uniamo alla richiesta della comunità egiziana dellee dei difensori dei diritti umani nel chiedere il rilascio immediato edincondizionato di Sanaa Seif e degli altri prigionieri e prigioniere d'opinioneegiziane.

 

 

 

 

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