Il Forum Mondiale della Gioventù dell'Egitto, tenutosi dal 10 al 13 gennaio 2022 a Sharm El-Sheikh "con il patrocinio del presidente Abdel Fattah el-Sisi", è stato l'ultimo episodio della campagna internazionale delle autorità egiziane per ripulire la propria immagine dall’onta causata da anni di gravissime violazioni dei diritti umani. L’evento ha come obiettivo dichiarato quello di fornire una "possibilità per i giovani di incontrare e collaborare con i principali responsabili politici, e costruire una rete con i più promettenti giovani della regione e del mondo che sono determinati a rendere il nostro Paese un posto migliore per tutti", ma nella realtà dei fatti rappresenta solo un ennesimo, cinico tentativo del presidente Abdel-Fattah el-Sisi di distogliere l’attenzione dagli abusi di potere del suo governo. 


Purtroppo, il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha scelto di partecipare al Forum facendo i saluti di apertura. Le organizzazioni firmatarie esprimono profondo sconcerto non solo per il fatto che il Segretario Generale abbia prestato la statura del suo ufficio all’attività di whitewashing delle autorità egiziane, ma anche per le parole con cui ha salutato l’apertura dei lavori del Forum, senza alcuna menzione della realtà della gioventù egiziana. Nello stesso momento in cui il Segretario Generale  invitava i giovani del mondo dal palco del Forum di Sharm El-Sheikh a "continuare ad alzare la voce", migliaia di giovani egiziani languivano in condizioni disumane nelle carceri egiziane , e molti di loro sono sottoposti a una prolungata detenzione preventiva, violazioni del diritto ad un giusto processo, e a una gravissima negligenza giudiziaria. La loro colpa corrisponde all’aver fatto quanto il Forum Mondiale della Gioventù, almeno a parole, chiede ai giovani: far sentire la propria voce per costruire un futuro migliore per il loro paese.  


Negli ultimi due anni, il progetto Justice Watch ha documentato quasi mille violazioni dei diritti umani contro i giovani nei centri di detenzione e nelle prigioni in Egitto, tra cui sparizioni forzate, torture e detenzioni arbitrarie. Nel marzo 2021, 32 Stati membri delle Nazioni Unite hanno condannato l'Egitto davanti al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, deplorando espressamente le restrizioni alla libertà di espressione e al diritto di riunione pacifica, le limitazioni imposte alla società civile e all'opposizione, nonché l'uso strumentale della legislazione antiterrorismo per mettere a tacere le voci critiche.

Anziché un’opportunità di migliorare la vita dei giovani egiziani, e tutt’altro che orientato ad affrontare i problemi reali che essi vivono, il Forum è una farsa politica tesa a distrarre la comunità internazionale dal record di violazioni dei diritti umani compiute dalle autorità egiziane.
Le organizzazioni firmatarie esortano la comunità internazionale, incluso il Segretariato delle Nazioni Unite e l’ufficio del Segretario Generale, a non prestarsi a questo tipo di operazioni propagandistiche, rendendosi complici dei gravi abusi perpetrati dal governo di Sisi. La comunità internazionale dovrebbe piuttosto adottare tutte le misure necessarie per assicurare il monitoraggio dello stato dei diritti umani nel Paese affinché i responsabili di violazioni e abusi di potere siano opportunamente perseguiti, allo scopo di garantire l’affermazione, il rispetto e l’effettivo godimento di tutti i diritti della persona umana a tutte e tutti gli egiziani, con particolare riguardo alle giovani generazioni. 

DIGNITY
Comitato per la Justice
Euromed Rights
LGBTI+ Danmark
EgyptWide for Human Rights
Egyptian Human Rights Forum
Kvinfo

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